I Beni Legati all’AI Hanno Fornito il 47% della Crescita in Valore del Commercio Mondiale
Nel primo semestre 2026 i beni legati all’AI, come semiconduttori e server, hanno fornito il 47% della crescita in valore del commercio mondiale di merci, pur pesando solo il 14,8% degli scambi. Per le PMI venete che esportano, il commercio mondiale è il mercato di riferimento: la crescita legata all’AI pesa molto, ma l’Europa vi partecipa poco.
Secondo ActuIA (testata francese), che riprende il rapporto dell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC) dell’8 ottobre 2026, la previsione di crescita dei volumi di merci per il 2026 sale al 3,9%, contro l’1,9% dello scenario di base di marzo. Il 47% riguarda invece i valori, non i volumi.
Una Parte della Crescita in Valore Dipende dai Prezzi, Non dalle Quantità
Il commercio mondiale di merci è cresciuto del 15% in valore nel primo semestre 2026, ma solo del 3,5% in volume. L’OMC spiega che i prezzi unitari di acceleratori e memorie sono aumentati molto e cita stime della Banca centrale europea: i prezzi all’importazione dei beni AI sono saliti di circa il 10% su base annua nel 2025 e del 20-30% nel primo semestre 2026.
| Indicatore (primo semestre 2026) | Dato |
|---|---|
| Quota dei beni AI nella crescita in valore | 47% |
| Quota dei beni AI negli scambi mondiali | 14,8% |
| Crescita in valore dei beni AI (anno su anno) | +67% |
| Crescita in valore di tutte le merci | +15% |
| Crescita in volume di tutte le merci | +3,5% |
| Aumento prezzi import beni AI (stime BCE) | +20-30% |
L’Europa Pesa un Terzo del Commercio Mondiale ma un Decimo dei Beni AI
Nel 2025 l’Europa rappresenta il 35,5% delle esportazioni mondiali di merci, ma solo il 10,6% di quelle di beni AI. Per il 2026 l’OMC stima che l’Asia apporti 4,0 punti alla crescita dei volumi di merci e l’Europa 0,1, con esportazioni europee in calo dello 0,1%. Nei servizi la situazione si inverte: l’Europa assicurerebbe più della metà della crescita mondiale delle esportazioni di servizi nel 2026.
Per i soli equipaggiamenti di calcolo e infrastruttura, nel 2025 l’Europa importa il 22,9% del totale mondiale. Secondo un calcolo di ActuIA sul grafico 28 del rapporto, l’Asia orientale e sud-orientale, Cina compresa, ne esporta il 63,8%. Sono quote del commercio mondiale: non misurano gli acquisti europei dai fornitori asiatici.
Cosa Significa per le PMI del Veneto
Il rapporto OMC non parla del Veneto: quella che segue è una nostra lettura. Se le esportazioni europee di merci non crescono, chi produce a Schio, Thiene o Conegliano trova un mercato globale che cresce soprattutto altrove, mentre l’Europa si distingue nei servizi. Per un’impresa questo significa valutare con attenzione dove vendere e quali servizi, anche digitali, può aggiungere alla propria offerta.
Secondo l’OMC, un rallentamento degli investimenti in AI potrebbe avere un impatto significativo sul commercio, data l’alta quota di importazioni dell’hardware. ActuIA non riporta come questo influisca sui prezzi dei servizi AI che usi ogni giorno.
Come Usarlo nella Tua Attività
- Valuta il cloud prima di comprare hardware AI dedicato: eviti l’investimento iniziale, ma nota che i fornitori cloud acquistano lo stesso hardware e potrebbero trasferire i rincari. È una nostra valutazione, non un dato del rapporto: confronta almeno due offerte.
- Controlla i listini dei servizi AI che già paghi: verifica se il contratto prevede variazioni di prezzo e, dove possibile, chiedi tariffe annuali bloccate. Anche i modelli più economici aiutano, come spieghiamo nell’approfondimento sui modelli AI a basso costo per le PMI venete.
- Guarda ai servizi, non solo alle merci: se esporti prodotti, valuta di affiancarli con servizi digitali o assistenza: nei servizi l’OMC prevede che l’Europa assicuri più della metà della crescita mondiale dell’export nel 2026.
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I Limiti dei Dati: Il 47% Non Si Può Rifare dal Solo Rapporto
ActuIA precisa che nessun codice doganale designa l’AI e che il rapporto di 52 pagine non riproduce la lista rivista dei codici usati, quindi un lettore non può rifare da solo il calcolo del 47%. Tutti i numeri del capitolo sono in valore, mentre la previsione del 3,9% riguarda i volumi. Il rapporto non misura nemmeno l’esposizione delle imprese europee a un eventuale calo degli investimenti.
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