Modello 231 e AI: Nuovi Reati in Arrivo per le PMI Venete
Secondo Agenda Digitale, il Consiglio dei Ministri ha approvato il 10 giugno uno schema di decreto legislativo che porterebbe i reati commessi con l’intelligenza artificiale dentro il Modello 231, il sistema che regola la responsabilità amministrativa delle imprese. Per una PMI di Bassano del Grappa, Vicenza o Treviso che usa già ChatGPT o altri strumenti AI per clienti e marketing, il messaggio è semplice: l’AI non è più solo una questione di efficienza, ma anche di organizzazione e controlli.
Lo spiega Agenda Digitale in un articolo di Letizia Paparella (ESSE CI Centro Studi) pubblicato il 13 ottobre 2026. Il Modello 231 è il modello organizzativo previsto dal D.Lgs. 231/2001, pensato per prevenire i reati attraverso procedure, controlli e vigilanza. Lo schema attua la legge delega n. 132/2025 e si inserisce nell’adeguamento italiano all’AI Act (il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale). Si tratta, per ora, di uno schema: conviene seguirne l’iter, senza trattarlo come legge già in vigore.
Cosa Significa per le PMI del Veneto
Secondo Agenda Digitale, il nuovo articolo 25-vicies del D.Lgs. 231/2001 comprende due fattispecie. La prima, l’art. 437-bis del codice penale, riguarda l’omessa adozione di misure di sicurezza nei sistemi di AI ad alto rischio e la loro alterazione illecita: coinvolge solo chi usa sistemi classificati come “ad alto rischio”. La seconda, l’art. 612-quater, punisce la diffusione illecita di contenuti generati o alterati con l’AI, i cosiddetti deepfake.
Sempre secondo l’articolo, quest’ultima ha una portata potenzialmente più ampia e può toccare molte imprese che usano AI generativa in comunicazione, marketing o produzione di contenuti. Potrebbe quindi riguardare, per esempio, un’azienda che genera immagini per il catalogo o uno studio che usa un chatbot per testi e video promozionali.
L’autrice sottolinea anche un punto di metodo: l’AI non commette reati, ma cambia il modo in cui si possono commettere reati già noti al sistema 231, dalla protezione dei dati personali ai reati informatici, fino a errori e contenuti ingannevoli. Il punto non è se l’algoritmo risponde, ma se l’azienda ha predisposto presidi adeguati.
Come Prepararti Già Oggi
L’articolo elenca gli elementi da considerare nell’aggiornamento della mappatura dei rischi: identificare i processi che usano AI, individuare i rischi, definire procedure di autorizzazione e controllo, garantire supervisione umana, tracciare le attività degli algoritmi e documentare le verifiche. Tradotto in azioni per una PMI:
- Fai l’inventario degli strumenti AI: elenca chi in azienda usa quale strumento, per quale attività e con quali dati (clienti, dipendenti, fornitori). Un foglio condiviso è un buon punto di partenza.
- Metti una revisione umana sui contenuti: testi, immagini e video generati dall’AI e destinati all’esterno vanno controllati da una persona prima della pubblicazione. Il nostro consiglio: evita contenuti che ritraggono persone reali senza il loro consenso.
- Conserva traccia di cosa decide l’AI: secondo la fonte la tracciabilità delle attività degli algoritmi e la documentazione delle verifiche servono a dimostrare che i presidi esistono e sono applicati davvero. Un registro semplice (data, strumento, contenuto, chi ha approvato) è il nostro suggerimento pratico.
Se la tua azienda ha già un Modello 231, il passo successivo è chiedere a consulente legale o organismo di vigilanza di aggiornarlo. Noi di ikwaba non siamo uno studio legale: possiamo aiutarti sulla parte tecnica, cioè l’inventario degli strumenti, i flussi di approvazione e la documentazione. Trovi altre guide su intelligenza artificiale per le aziende.
Domande Frequenti
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